Una narrazione visiva che
guarda in faccia la complessità, la tiene ferma.
Senza distogliere lo sguardo.
segni visibili le immagini che mancano
I tumori ginecologici e dell’apparato genitale esistono.
Eppure, nella fotografia, non si vedono. Non abbastanza. Non davvero.
Serve un cambio di sguardo.
Per troppo tempo, i corpi sono stati mostrati solo in due modi: distanti o addolciti.
Clinici, sterili. Oppure estetizzati, senza ferite. Come se il dolore non potesse avere volto.
Come se non esistessero corpi vivi, complessi, veri.
segni visibili nasce per cambiare questa rappresentazione.
Perché se le immagini dettano le parole e le parole dettano l’immaginario allora quelle immagini devono essere mostrate.
Per costruire un nuovo linguaggio visivo intorno alle persone attraversate dai tumori ginecologici o dell’apparato genitale.
Un linguaggio che non censura. Che non rassicura. Che mostra senza invadere.
Che racconta senza semplificare.
segni visibili perché ogni segno sul corpo è un capitolo di vita.
La cicatrice non è solo un segno fisico è memoria, trasformazione, resistenza. In segni visibili si è scelto di fotografarla senza filtri, senza estetizzazioni, per mostrare la realtà che troppo spesso viene nascosta. È il corpo a parlare, con la pelle che racconta ciò che le parole a volte non sanno dire.
Dare visibilità a queste immagini significa aprire uno spazio dove la complessità del vissuto trova posto, il corpo non è metafora, la ferita non è lezione, la trasformazione non è semplificata.
Viene messo in discussione un immaginario, iniziando con raccogliere segni attraverso la open call: una serie di scatti che propongono un nuovo modo di rappresentare il corpo, sottraendolo allo sguardo estetico dominante e restituendolo alla sua realtà complessa e trasformata, per spostare l’asse della rappresentazione senza distanza clinica, senza la luce edulcorata della retorica.
Le immagini che raccogliamo non sono ispirazioni, ma orientamenti visivi segni di una nuova direzione possibile.
Immagini che restituiscono il corpo nella sua verità: ferito, presente, trasformato.
segni visibili è una chiamata a chi lavora con la fotografia e con lo sguardo.
Per costruire insieme nuove rappresentazioni: rispettose, consapevoli, radicalmente umane.